mercoledì 29 aprile 2009

Eutelia, tre mosse per salvare i dipendenti

Le soluzioni contro la maxi-mobilità presentate all’azienda al tavolo di governo

UN PIANO articolato su tre possibili opzioni, quello elaborato dal «tavolo di crisi», istituito presso il ministero dello sviluppo economico e del lavoro, a cui partecipano anche la presidenza del consiglio, le Regioni e le segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, decise a trovare una via d’uscita, in grado di garantire lunga vita ad Eutelia. Al gruppo aretino sono state «indicate» le strade che possono condurre alla soluzione dei molti nodi, occupazionali e gestionali, che hanno investito il gruppo di Calamandrei, indicato nella classifica nazionale dei grandi al quarto posto. Prima soluzione: l’azienda fa marcia indietro e ripresenta un progetto industriale, che consente di garantire l’occupazione ai 1957 dipendenti per i quali è stata chiesta la mobilità. Seconda ipotesi. Eutelia rivede le scelte varate dal consiglio di amministrazione e decide di non disfarsi del settore It. Terza possibilità. Eutelia favorisce la nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale, anche sotto forma di «consorzio», che si assume il compito di gestire il comparto It.
Per ottenere questo risultato è però necessario che il gruppo fornisca asset immobiliari, del ramo Tlc e la rete di 13 mila chilometri di fibra ottica, di cui è proprietaria.
Quale strada sarà percorsa dalla proprietà, le quote azionarie di riferimento sono in mano per il 25,745% dalla Finanziaria Italia e alla F. Finanziaria per il 13,432%, è ancora presto per stabilirlo, tutto dipendende dalle soluzioni, che scaturiranno dall’assemblea dei soci, convocata giovedì per l’approvazione del bilancio 2008, e dal consiglio di amministrazione.
E’ un appuntamento decisivo quello fissatio per l’approvazione del bilancio 2008 di Eutelia, sono circa 700 gli azionisti aretini, che detengono quote della società e sono molto interessati al suo futuro
I SINDACATI si chiedono se dopo le burrasche, che hanno investito la società, niente cambierà ai vertici dell’azienda. Dopo gli appuntamenti statutari, il tavolo di crisi si riunirà di nuovo al ministero per acquisire le posizioni della società il prossimo 5 maggio. A Firenze è stata ricevuta ieri, nella sede dell’assessorato al lavoro, una delegazione di lavoratori, nel corso del quale la Regione ha garantito il suo impegno a sostegno della vertenza e dei dipendenti, assieme alle altre Regioni coinvolte. «Metteremo in campo —hanno dichiarato i vertici regionali — tutti i possibili strumenti per impedire la dispersione di un patrimonio di professionalità dai lavoratori toscani nel settore informatico e delle telecomunicazioni».

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