martedì 18 luglio 2017

Agile-Eutelia: Fim, oggi presidio lavoratori per riaprire confronto a Mise

Roma, 17 lug. (AdnKronos) – Riaprire il confronto e individuare sbocchi occupazionali ai 300 lavoratori di Agile-Eutelia oggi sospesi e sui quali grava a dicembre la scadenza degli ammortizzatori sociali. A chiederlo, nel corso di un presidio questa mattina davanti al Mise, sono stati i lavoratori dell’azienda […]

Roma, 17 lug. (AdnKronos) – Riaprire il confronto e individuare sbocchi occupazionali ai 300 lavoratori di Agile-Eutelia oggi sospesi e sui quali grava a dicembre la scadenza degli ammortizzatori sociali. A chiederlo, nel corso di un presidio questa mattina davanti al Mise, sono stati i lavoratori dell’azienda che si occupava di servizi avanzati di information technology, con oltre 800 addetti, che è stata dichiarata fallita nel 2010 e i cui proprietari e vertici sono stati condannati in primo grado nel 2015 per bancarotta fraudolenta. A riferirlo è il segretario nazionale della Fim Cisl, Nicola Alberta, in una nota.
La manifestazione era organizzata dalle Rsu e da Fim-Fiom-Uilm territoriale e nazionali per sollecitare interventi di politiche attive delle diverse istituzioni locali e nazionali. In questi mesi sono state avanzate dal sindacato diverse proposte innovative, dal settore energetico, all’infrastruttura della banda larga, a quello del recupero dei beni confiscati alle mafie, che potrebbero costituire risposte ai bisogni sociali e istituzionali e nel contempo opportunità di lavoro e riqualificazione per i lavoratori.
Il viceministro Teresa Bellanova ha incontrato una delegazione delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori. Ascoltando le proposte sindacali, ha voluto rimarcare la costante attenzione del Ministero pur evidenziando la situazione di difficoltà generale del settore. Il viceministro ha assunto in ogni caso l’impegno ad avviare delle verifiche con gli altri Ministeri con le Regioni interessate per valutare la possibilità della convocazione di un incontro nel mese di settembre, come richiesto dal sindacato.

giovedì 20 aprile 2017

Agile ex-Eutelia: la lotta continua

Iniziata nel 2009 l’ignobile vicenda che ha portato alla bancarotta di Agile ex-Eutelia non ha ancora visto la parola fine né nelle aule di tribunale né per i circa 600 lavoratori ancora senza prospettive di lavoro e ormai senza più alcun sostegno al reddito

 lavoratori e le lavoratrici Agile ex-Eutelia appartengono ancora a quella vecchia guardia che non si arrende, che è salita sui tetti, scesa nelle piazze, occupato sedi, che continua a incontrarsi in assemblee, che agisce collettivamente per sé, ma anche per gli altri lavoratori per affermare che resiste e lottare si può, si deve, perché non lottare è come darsi per persi in partenza. Una lotta nazionale, dove i territori – e fra questi Ivrea e Torino – hanno contato e partecipato sempre in prima persona, un collettivo che non si fermerà “fino a che rimarrà anche un solo senza lavoroo pensione” e che continuerà a pretendere il rispetto degli accordi ministeriali finalizzati alla ricollocazione, finora totalmente disattesi.
La giustizia dei tribunali
Come pure non si fermerà fino a che anche la giustizia dei tribunali non sarà fatta. E’ di questi giorni il comunicato della Fiom che conferma l’appoggio sindacale e legale ai lavoratori per proseguire in Cassazione dopo le sentenze di appello contro i bancarottieri di Agile, dove sono state confermate le condanne (ridotte solo di un anno rispetto al primo grado) a 6 anni e 6 mesi in contumacia a Claudio Marcello Massa e a 8 anni ad Antonangelo Liori, detenuto per altra causa presso il carcere di Cagliari. Nel secondo grado di giudizio è stato invece assolto Isacco Landi (aveva avuto sei anni in primo grado) per non aver commesso il fatto. “Riteniamo grave e comunque rilevante quanto fatto da Isacco Landi, per questo valuteremo attentamente cosa farà la Procura Generale (potrà fare ricorso avverso l’assoluzione), macome FIOM CGIL a prescindere dalle decisioni della Procura, confermeremo la nostra costituzione e concluderemo in Cassazione.”, dichiara il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Il proseguimento in Cassazione è necessario sia perché non decada il riconoscimento del danno definito in 5.000 euro a titolo di parziale risarcimento per ogni lavoratore costituitosi parte civile (quasi tutti) sia contro l’assoluzione di Isacco Landi, perché di fatto è l’unico che ha capienza economica, infatti sia Massia sia Liori risultano nullatenenti…
Vi è poi il processo a carico di Samuele Landi (stralciato dal primo perché l’imputato è latitante a Dubai). Samuele Landi è stato condannato in primo grado a 6 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale per i danni morali di 10.000 euro per ogni lavoratore (più le spese legali). Gli avvocati difensori dei lavoratori Agile hanno tentato di arrivare ad un accordo tramite il legale di Landi per il pagamento delle provvisionali, ma – anche se per la strategia della difesa sarebbe stato opportuno pagare, Samuele Landi ha rifiutato ogni accordo (ci saremmo invero stupiti del contrario conoscendo l’uomo). Si attende quindi l’appello che è fissato per il 14 dicembre prossimo, anche se gli avvocati dei lavoratori stanno chiedendo di anticipare. Ricordiamo che Samuele e Isacco Landi sono stati già condannati in primo grado dal tribunale di Arezzo per la bancarotta di Eutelia, si attende anche qui l’appello.
La vicenda ha dato molto lavoro a inquirenti e tribunali, i procedimenti Eutelia hanno visto oltre dieci filoni di indagini, nel luglio del 2010 furono effettuati otto arresti e decine di perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, molti hanno patteggiato, incluso quel Pio Piccini consulente della CSP che ha acquisito il Consorzio Informatizzazione del Canavese (CIC).
Di nuovo in piazza
A fine 2016 sono finiti gli ultimi ammortizzatori sociali (la mobilità per chi aveva più di 50 anni, i più giovani hanno invece chiuso l’anno prima), un certo numero di lavoratori tra l’”opzione donna”, le ultime salvaguardie e l’Ape Social (Anticipo Pensionistico sociale, inserito nella finanziaria 2017 per recuperare parzialmente danni della legge Fornero) sono andati, stanno per andare, in pensione, ma rimangono ancora circa 600 lavoratori in situazione precaria, sono quelli tra i 45 e 60 anni troppo giovani per andare in pensione , ma troppo vecchi per le richieste del mercato del lavoro. E per questi lavoratori che si continua a lottare e a pretendere che vengano rispettati gli accordi.
Mercoledì 12 aprile scorso le lavoratrici e i lavoratori Agile ex-Eutelia hanno di nuovo manifestato a Roma, in piazza Montecitorio, per richiedere la riattivazione del tavolo di crisi e verificare le possibili soluzioni per quei lavoratori che, scaduti gli ammortizzatori sociali, sono senza reddito e senza prospettive occupazionali né pensionistiche. Il Ministero dello Sviluppo Economico da tempo mette la vertenza Agile fra quelle chiuse, risolte. Forse per scadenza termini? Perché per il resto nulla è stato attivato del roboante accordo con l’allora sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti, poi promosso alla vicepresidenza del Consiglio dei ministri da Renzi e oggi ministro della coesione territoriale e del mezzogiorno, con tutte queste promozioni inutile dire che il tavolo di crisi Agile è praticamente saltato.
Con il presidio di mercoledì 12 aprile i lavoratori Agile hanno ottenuto di partecipare in delegazione a un incontro con la commissione lavoro della camera presieduta da Cesare Damiano. Sono stati esposti i temi riassunti nel comunicato unitario diramato prima del presidio e hanno avuto rassicurazioni che la vertenza Agile deve proseguire. Si proverà a capire se nei prossimi mesi si riuscirà a dare una risposta ai temi trattati, in primis la riapertura dei tavoli e la concessione per tutti di una tranche di nuovi ammortizzatori.”, ci informa Maurizio Santini, Rsu Fiom-Cgil di Ivrea. L’impegno dei parlamentari incontrati è stato quello di scrivere una risoluzione a firma di tutta la commissione lavoro anche per sollecitare il ministro dello sviluppo economico Marco Calenda (l’ennesimo nella vicenda Agile) per la riapertura del tavolo di crisi Agile.
Di sicuro è urgente avviare interventi per scongiurare situazioni di indigenza, già sfiorata, che colpiranno tutti i lavoratori e le lavoratrici che si avviano o sono già nella condizione di reddito zero.
Cadigia Perini

sabato 15 aprile 2017

Ex-Eutelia: Alberta, non scaricare su lavoratori scelte aziendali sbagliate


860ee4cc-0181-4aa5-b224-693b560fd249Si è tenuto questa mattina fuori Palazzo Chigi a Roma, un presidio di lavoratori  ex-Eutelia, per 400 dei quali, nei prossimi mesi termineranno gli ammortizzatori sociali. Ne è seguito  un incontro tra le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e il presidente della Commissione  Lavoro della Camera Cesare Damiano.

Durante l’incontro in Commissione abbiamo avanzato come  sindacato la richiesta di una  proroga degli ammortizzatori in scadenza per i lavoratori e il rafforzamento degli strumenti di politica attiva per favorire la loro rioccupazione.
Sulla vertenza Eutelia, non si può scaricare sui lavoratori il prezzo di scelte sbagliate di gestione aziendale, sarebbe una sconfitta per tutti che disperderebbe  capacità,  competenze e professionalità  di lavoratori che per anni hanno operato in un settore altamente qualificato come quello dell’high tech.
Abbiamo pertanto chiesto al Presidente della Commissione lavoro che venga riaperto il confronto in sede Ministeriale per trovare, insieme,  un percorso di rioccupazione e sostegno al lavoro di tutti i lavoratori.
Sia il Presidente Damiano che tutti i partiti della Commissione lavoro hanno condiviso le istanze dei lavoratori e hanno assicurato il supporto con atti impegnativi nei confronti del Governo.
Ufficio Stampa Fim Cisl
Roma 12 aprile 2017

Agile ex Eutelia. La battaglia della vertenza continua

La battaglia della vertenza Agile ex Eutelia continua sia sul versante sindacale che penale. Nelle prossime settimane, a partire dalla manifestazione nazionale tenuta il 12 aprile u.s., continueremo a proporre alle istituzioni soluzioni positive per i problemi ancora aperti, a partire dal sostegno economico per chi ha concluso la mobilità.
Sul versante penale come noto in secondo grado di giudizio sono state confermate le condanne di Massa e Liori (ridotte di un anno ma confermate), mentre Isacco Landi  è stato assolto.
Riteniamo grave e comunque rilevante quanto fatto da Isacco Landi, per questo valuteremo attentamente cosa farà la Procura Generale (potrà fare ricorso avverso l'assoluzione), ma come FIOM CGIL a prescindere dalle decisioni della Procura, confermeremo la nostra costituzione e concluderemo in Cassazione.
Questo perché è importante far sentire il peso delle parti civili anche in quel grado di giudizio e perché, non presentandosi anche in Cassazione, le stesse parti civili vedrebbero decadere il riconoscimento del danno (i 5.000,00 € riconosciuti a titolo di parziale risarcimento).
Per organizzare il tutto e per sostenere il costo dell'operazione, trattandosi di molte sedi sparse nel territorio italiano, abbiamo concordato con il legale un contributo di 30,00 € a lavoratore che verrà corrisposto, al momento della raccolta delle deleghe/autorizzazioni alla costituzione. Tale incombenza avverrà, previa disponibilità dei difensori/procuratori, nelle prossime settimane o comunque nei tempi, da concordarsi con ogni singola sede, previsti per la costituzione dinanzi alla Corte di Cassazione.
La vicenda Agile ex Eutelia deve continuare su tutti i fronti, quanto fatto in danno alle lavoratrici e ai lavoratori non può e non deve passare senza conseguenze per gli autori della bancarotta. Come FIOM CGIL e Coordinamento Nazionale delle RSU Agile ex Eutelia riteniamo fondamentale affermare il principio che chi opera in maniera tanto spregiudicata producendo danni enormi per i lavoratori e per le aziende, debba pagare sia in sede civile che penale, per questo andremo fino in fondo.

Fiom-Cgil nazionale
Coordinamento Nazionale delle RSU

giovedì 6 aprile 2017

EUTELIA ED ALITALIA TAGLIATE FUORI?

Pensioni, Damiano: Pronti a Correggere l'ottava salvaguardia


Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera avverte che la formulazione dell’ottava salvaguardia potrebbe tagliare fuori i lavoratori di Alitalia e Eutelia che hanno cessato il rapporto di lavoro dopo il 31 dicembre 2012.
 Nella legge di Bilancio è positivo il fatto che sia stata inserita l’ottava salvaguardia degli esodati e che ci siano altri 27.700 lavoratori che potranno andare in pensione con le regole ante-Fornero. Questi numeri consentirebbero di risolvere conclusivamente il problema. Bisogna però che questo obiettivo non sia contraddetto dalle normative che vengono individuate: c’è un primo problema che riguarda i lavoratori in mobilità”. Lo dichiarano Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, Presidente e capogruppo PD della Commissione Lavoro alla Camera in riferimento al testo del provvedimento contenuto nella bozza della manovra di bilancio anticipato ieri da pensionioggi.it.
Per quanto riguarda i lavoratori nel profilo mobilità, infatti, la bozza presentata dal Governo include, tra gli altri, i lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge 223/1991, o ai sensi dell’articolo 3 del Dl 299/1994, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, ovvero da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, previa esibizione della documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale, anche in mancanza dei predetti accordi. Tali soggetti possono mantenere le regole di pensionamento previgenti alla Legge Fornero a condizione che il rapporto di lavoro risulti cessato entro il 31 dicembre 2012 e che maturino il diritto alla pensione, sempre con le regole antecedenti la normativa Fornero, entro 36 mesi dal termine dei predetti ammortizzatori sociali (indennità di mobilità ordinaria o Trattamento Speciale Edile) (qui ulteriori dettagli).
“La legge esistente – ricordano però Damiano e Gnecchi – prevedeva l’ingresso nella mobilità entro il 31 dicembre 2014 (normativa conquistata nella settima salvaguardia): tale possibilità è stata retrocessa al 31 dicembre 2012. In questo modo si vanifica l’accesso alla salvaguardia ai lavoratori collocati in mobilità dopo il 2012 e comunque entro il 31 dicembre 2014”. Vengono escluse – proseguono i deputati – aziende come Alitalia ed ex Eutelia e molte altre imprese che hanno stipulato accordi entro il 31 dicembre 2011. Un passo indietro inaccettabile che rende inesigibile l’obiettivo del pensionamento previsto a parole dall’ottava salvaguardia (27.700 lavoratori salvaguardati). La norma va corretta”. “Infine, stiamo aspettando il consuntivo di Opzione Donna: non vorremmo avere altre cattive sorprese”, concludono.