venerdì 18 giugno 2010

Agile-Eutelia: Fiom, assistiamo ad abdicazione istituzioni

"Giovedì 17 giugno, a Roma, i lavoratori di Agile-Eutelia hanno tenuto un presidio davanti al Parlamento. E’ dal gennaio di quest’anno che si chiede alla Presidenza del Consiglio di dar corso agli impegni presi, convocando il tavolo di crisi per affrontare il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici dopo il commissariamento dell’Azienda. Incontro sollecitato e richiesto a gran forza, ma sempre negato con l’argomentazione che sulla vicenda sta intervenendo la Magistratura". Lo scrivono in una nota Laura Spezia e Fabrizio Potetti, responsabili Ict della Fiom-Cgil."Ieri, nonostante anche l’esasperato gesto di un lavoratore in sciopero della fame - proseguono Potetti e Spezia - la Presidenza del Consiglio non solo non ha ritenuto utile un incontro, ma neppure ha voluto fissare la data di convocazione del tavolo. Una delegazione sindacale Fim, Fiom, Uilm, insieme a lavoratrici e lavoratori, è stata ricevuta dal Presidente della Camera, il quale si è impegnato a sollecitare il Governo per la convocazione del tavolo".“E’ inaudito - affermano ancora i sindacalisti - che un’Istituzione come la Presidenza del Consiglio si rifiuti di svolgere il proprio ruolo in una vicenda così grave. Non si è mai visto, in un Paese democratico, che il Governo non svolga il ruolo istituzionale che gli compete lasciando migliaia di lavoratori senza prospettive. La divisione dei poteri non equivale alla abdicazione istituzionale”.

10 commenti :

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=8mnGjNQcn8c


ahahahahahahahahahahahahah
hahahahahaha

Anonimo ha detto...

http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/testo_int.asp?d=58447

Ancora a prenderci per il c..o!

Anonimo ha detto...

Precisazione di Gianni Letta sul caso AGILE

18 Giugno 2010

Di fronte alle polemiche sul caso AGILE, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta ha riassunto, come segue, i termini della questione e gli aspetti più recenti, anche giudiziari, della vertenza.

Con sentenza del 28 aprile 2010 il Tribunale di Roma ha dichiarato l’insolvenza della Agile SpA ai sensi del d.lgs. 270/99, nominando commissari giudiziali i signori dott. Roberto Pertile, avv. Francesco Dimundo e avv. Oreste Fasano.

Da tale momento si è aperta la c.d. fase di osservazione che è preordinata alla predisposizione da parte dei commissari giudiziali di una motivata relazione circa l’esistenza di “concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali” (artt. 27 e 208 del d.lgs. 270/99), quale requisito per l’apertura della procedura di amministrazione straordinaria.

Sulla base di tale relazione, del parere del Ministero dello sviluppo economico (che deve essere reso entro 10 giorni dal deposito della relazione), il Tribunale deciderà se aprire la procedura o dichiarare il fallimento.

Da quanto appreso dai commissari giudiziali il termine per la presentazione della relazione per la società Agile è fissato al prossimo 30 giungo 2010.

Come noto poi, è pendente avanti il Tribunale civile di Roma – Sez. Lavoro un giudizio per condotta antisindacale relativo alla cessione del ramo d’azienda IT da Eutelia ad Agile del giugno 2009.

In tale giudizio con sentenza di primo grado sul presupposto della accertata violazione degli obblighi sindacali è stata ordinata la rimozione degli effetti della intervenuta cessione di ramo d’azienda. Allo stato pende il reclamo.

La vicenda quindi assume aspetti certamente gravi e preoccupanti per i lavoratori coinvolti e per tale motivo il Governo continuerà a prestare alla vicenda l’attenzione dovuta, come del resto, ho sempre fatto anche personalmente.

Ho il massimo rispetto per la protesta soprattutto quando è dettata da una situazione di così forte angoscia, mi dispiace però che qualcuno metta a rischio la sua salute per difendere una causa che riguarda il lavoro e l’avvenire suo e di tanti suoi colleghi.

Mi piacerebbe poter risolvere con rapidità la situazione e restituire la serenità ai lavoratori e alle loro famiglie. Ma non sempre si può fare ciò che si vorrebbe, anche perché a far le cose sbagliate, c’è il rischio di compromettere anche le cause giuste. E se il Governo intervenisse adesso che la partita è in mano alla Magistratura, si rischierebbe di compromettere quella soluzione positiva per la quale tutti siamo impegnati e che anch’io auspico.


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ALLOCA CHE FEM, ANDIAMO TUTTI A CASA DI LETTA A MANGIARE, INTANTO LUI E TUTTI GLI ALTRI SE LA GODONO E GIRANO CON IL MASERATI ALLE SPALLE NOSTRE, MENTRE NOI ABBIAMO CONSUMATO LA NOSTRA AUTO PER ANDARE A FARE ATTIVITà CHE NON CI HANNO NEMMENO PAGATO.

GRAZIE LETTA.

Anonimo ha detto...

Perchè Letta non ci spiega perchè non stà facendo una beneamata mazza per evitare la perdita delle commesse pubbliche ?

Anonimo ha detto...

Ma non c'è modo di rispondere alle porcate di questo ignavo?

Anonimo ha detto...

Agile, in due tentato il suicidioUn uomo e una donna salgono sulla scala anticendio della Giunta e provano a buttarsi di sotto. Salvati in extremis dai colleghi. Lui, cardiopatico, ha poi avuto un malore


19/06/2010 In due, un uomo e una donna, sono saliti sulla scala anticendio del palazzo della giunta regionale e, raggiunto il quarto piano, hanno scavalcato la ringhiera e hanno tentato di buttarsi nel vuoto. E' accaduto ieri pomeriggio intorno alle 18.
Alcuni colleghi - i 19 lavoratori della ex Agile che rischiano il posto di lavoro - resisi conto di quanto stava per accadere si sono precipitati su per le scale. Alcuni hanno messo in salvo la donna che si reggeva con una mano a un pilastro, altri, invece, si sono fiondati sull'uomo che, intanto, si era già sporto nel vuoto. Hanno faticato non poco a tirarlo su visto che l'uomo, padre di 4 figli, ha opposto resistenza. Era davvero intenzionato a farla finita. Ai colleghi dei due si sono uniti alcuni agenti della Digos che si trovavano sul posto proprio perché sotto il palazzo del dipartimento alle Attività produttive c'era il presidio dei lavoratori in attesa dell'esito dell'incontro tra sindacati e i vertici della “Data contact” e della “Lucana sistemi” subentrate alla Agile nella gestione del Cup, Centro unico per le prenotazioni delle prestazioni sanitaria.
L'uomo, cardiopatico, ha avuto un malore èd è stato subito trasferito, dai sanitari del 118 accorsi sul posto, nell'ospedale San Carlo dove attualmente è ricoverato per controlli. La donna, invece, è rimasta con i suoi colleghi che le si sono stretti intorno.
Un dramma della disperazione legato alla perdita del posto di lavoro. Un gesto già di per sè di forte impatto, ma che assume una valenza maggiore se si pensa al luogo scelto per il gesto: la Regione. Quella Regione spesso indifferente ai drammi di quanti hanno perso e continuano a perdere il proprio posto di lavoro.
E chissà se qualcuno degli inquilini del Palazzo - inquilini pronti a scannarsi per una poltrona -si è accorto di quanto stava accadendo sotto i propri occhi.
La riunione, per venire a capo della vertenza, è stata in un primo momento sospesa per poi ricominciare intorno alle 19.
La vertenza Agile si protrae da troppo tempo. Giovedì la notizia dei 19 licenziamenti decisi Data contact e Lucana sistemi, le due aziende del Materano che vevano vinto lo scorso anno la gara per la gestione del Centro Servizi Basilicata, prima appunto gestito da Agile. Una società voluta dai sindacati e Regione per salvaguardare professionalità uscite da aziende in crisi e per stabilizzare gli Lsu.
E proprio dalla pletora degli ex Lsu venivano l'uomo e la donna che ieri hanno tentato di farla finita.
Con il subentro della nuova dirigenza erano stati assunti circa 100 impiegati. I nuovi assunti avevano preso servizio a marzo dopo una difficile trattativa sindacale. Poi la decisione di “Data contact” e “Lucana sistemi” di mandare a casa, dopo solo 3 mesi di lavori, 19 dipendenti.
“Data contact” ha giudicato “inidonei” 12 lavoratori che pare svolgano con professionalità il proprio mestiere da anni. Mentre Lucana Sistemi ha licenziato con la motivazione di mancato rinnovo di un progetto altre 7 persone.
Le due aziende avrebbero dovuto investire in nuovi progetti. Cosa che alla luce dei licenziamenti evidentemente non è stata fatta.
A sentire i sindacati, in questi mesi le aziende non hanno apportato alcun miglioramento.
Nel pomeriggio di giovedì una delegazione sindacale è stata ricevuta dal direttore generale della giunta, Angelo Nardozza, che ha raccolto le richieste parlando anche direttamente con i lavoratori. Ieri era in programma una riunione tra azienda e sindacati con i lavoratori ancora in presidio a via Anzio. E proprio mentre era ancora in corso l'incontro un uomo e una donna hanno tentato di farla finita.

Anonimo ha detto...

Eutelia/ Lunedì Pd presenta iniziative a favore dei lavoratori
A Montecitorio presso il presidio alle ore 15

Roma, 19 giu. (Apcom) - "Lunedì 21 giugno, alle ore 15 in piazza Montecitorio, dove sarà in corso un presidio dei lavoratori Eutelia, si terrà una conferenza stampa del gruppo Pd promossa dai deputati della commissione Lavoro. Nel corso dell'incontro con la stampa verranno presentate le iniziative a favore dei lavoratori della società Eutelia". Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio stampa del Gruppo del Pd.

Anonimo ha detto...

Eutelia, nonostante lo "scandalo" il governo tace
La sensazione di essere destinati a sparire, spegnendosi come la fiammella di una candela, piano piano. Tanta la rabbia e l'esasperazione ieri in piazza Montecitorio, a Roma, durante la manifestazione nazionale organizzata da Fiom-Fim-Uilm per chiedere al governo il rispetto degli impegni presi e la convocazione di un tavolo con tutte le parti interessate nella storia infinita che riguarda i lavoratori ex Eutelia/Agile . Che, nonostante la stanchezza, non hanno nessuna intenzione di mollare la lotta, come dicevano alternandosi al megafono ieri.
«Scomparsi», la scritta bianca sul dorso delle molte magliette nere indossate dai lavoratori al presidio, con una maschera bianca sul davanti. E ancora esasperazione, legata al tempo che passa senza nessuna prospettiva all'orizzonte e con il silenzio assordante del Governo, mentre lo spettro del fallimento si avvicina sempre più. Qualcuno, per disperazione, quattro giorni fa ha iniziato lo sciopero della fame e non ha nessuna intenzione di desistere, nonostante i tentativi di colleghi e sindacalisti in tal senso. «Digiuno perché sono ciò che mangio», è scritto anche sul grande striscione nero appeso sul camper che sosta nella piazza dal 15 giugno, data di inizio del presidio permanente. Il silenzio del governo ha accompagnato tutta la storia, una brutta storia, che riguarda imprenditori senza scrupoli, aziende fantasma e una piramide societaria costruita da Eutelia, Agile e Omega (al quale Eutelia aveva venduto Agile). A rimetterci, come al solito, migliaia di lavoratori. L'ultima nota ufficiale del governo risale al 23 febbraio: prometteva il tavolo tra le parti subito dopo la pronuncica del Tribunale. Che ad aprile ha commissariato Agile (nata, ricordiamo, dallo scorporo del ramo it di Eutelia). Il governo però ha continuato a guardare. E e a tacere. Poi agli inizi di giugno il tribunale di Arezzo commissariava Eutelia e quello di Milano, nel maggio scorso, dichiarava il fallimento della società Libeccio, capofila di quella piramide che porta fino ad Eutelia. Tra un pronunciamento e l'altro le commesse si sono perse per strada, il lavoro è diminuito ed è aumentato il numero dei cassintegrati.
«Il governo non ha intenzione di intervenire fino a che la magistratura non darà un giudizio finale», dice Gianni Seccia (Fiom). Quanto tempo passerà? Mesi? Anni? Lunedì, a Montecitorio, i lavoratori annunceranno ulteriori forma di lotta.

Anonimo ha detto...

Agile ex-Eutelia la lotta continua

Sono tante le lotte le proteste di lavoratori in cassa, senza lavoro ma la stampa ne riporta alcune ed altre no. Per alcune da visibilità per qualche giorno e poi se ne dimentica. Da alcuni giorni davanti Montecitorio in presidio permanente si trovano i lavoratori Ex-eutelia, uno dei lavoratori ha iniziato lo sciopero della fame

Da “Il fatto quotidiano” di Beatrice Borromeo
Sergio Palermo, 57 anni, non mangia da tre giorni. E quel che è più importante, non ha alcuna intenzione di toccare cibo “fino a che non avrò una data in mano, fino a che Gianni Letta non manterrà la sua promessa”. Sergio è debole, ma dice di sentirsi bene, seduto nel camioncino appostato in presidio permanente davanti a Montecitorio: “I politici vorrebbero che sparissimo, ma noi siamo qui. Ci
vedono ogni mattina quando entrano alla Camera. Fino a quando potranno ignorarci?”. I figli e la moglie di Sergio non hanno reagito
bene alla sua iniziativa e i compagni di lavoro salgono a turno sul furgone per chiedergli di smetterla, di fare almeno una staffetta. Ma lui ha la determinazione di chi da un anno non ha più un impiego, né uno stipendio, né il modo di far fronte alle esigenze della sua famiglia: “Dopo 33 anni in azienda prima in Bull, poi in Eutelia e poi in Agile, mi sono guadagnato il diritto di lavorare, perché sono un professionista, e non posso pensare che la mia vita sia finita a 57 anni, non posso pensare di essere diventato inutile”. Sergio non vuole che si personalizzi, che si parli della sua vicenda individuale, ma le manifestazioni non gli bastavano più: “Le lotte in piazza, sono tutte di facciata.
Questa è una cosa vera, non smetto finché non riaprono il famoso tavolo che ci hanno promesso. Finché non ci vedono. Anche perché, ammettiamolo, se cedo ora, che vita faccio da domani?”. Davanti al furgoncino c’è una scritta: “Digiuno perché sono quello che mangio”. E visto che “non sono niente, non mangio niente”, spiega Sergio. Ma, nonostante le apparenze, questa protesta vorrebbe ridare fiducia alle istituzioni: “Metto la mia salute nelle mani di Gianni Letta. Non so cosa farà, ma spero veramente che mi risponda. Ieri ci ha ricevuti il presidente Fini, sono passati di qui Vendola e Di Pietro. E ci fa piacere. Ma sappiamo tutti che l’unico che ha il potere di fare qualcosa è Letta”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, figura centrale nelle crisi aziendali più politicamente sensibili, si era preso un impegno. Era il 9 dicembre, sono passati sei mesi: Letta aveva promesso alla gente di Eutelia che, una volta commissariata l’azienda, avrebbe avviato un tavolo negoziale con le parti sociali, per gestire una situazione ormai insostenibile (Sergio e gli altri hanno ricevuto una sola quota della cassa integrazione fino a oggi). E il commissariamento c’è stato: per Agile ad aprile, e per Eutelia pochi giorni fa. Ma di Letta non si sono più avute notizie.

Anonimo ha detto...

COSTITUITEVI PARTE CIVILE TUTTI QUANTI E PIU' POSSIBILE E' UN SEGNALE FORTE E VISTO COME ALTERNATIVA ALLA CLASS ACTION CHE QUI IN ITALIA NON SI PUO' FARE. MA DOVE CAVOLE SIETE SQUALLIDI INVERTEBRATI SENZA PALLE ??? FATELO IN TANTI NON SI SPENDE NULLA DATEVI UNA MOSSA ED ANDATE TUTTI MARTEDI PROSSIMO DALL'AVVOCATO ANCHE I DIMESSI,QUELLI CHE SONO CON AVVOCATI PRIVATI SVEGLIATEVI !!!!!!