mercoledì 13 maggio 2009

Eutelia, doppio tavolo e fumata nera



Confronti separati al ministero: uno per la cessione It, l’altro per gli ammortizzatori
SEMPRE PIÙ difficile districare una matassa così aggrovigliata, neppure dal secondo incontro del «tavolo di crisi» al ministero è arrivata l’attesa fumata bianca, destinata a mettere la parola fine alla vertenza Eutelia. L’unico accordo fra sindacati e vertici del gruppo ha riguardato le procedure e i tempi per giungere alla conclusione, tempi che devono essere necessariamente brevi perché lo richiede la posta in gioco e i rischi di un progressivo «impoverimento» della società. E’ stata decisa l’apertura di due tavoli paralleli, nel primo saranno affrontati i temi collegati alla cessione del ramo d’azienda, che fa capo al settore informatico, nel secondo quelli più prettamente sindacali, necessari per individuare forme e interventi a sostegno dei dipendenti. «Ma sia chiaro — hanno sottolineato i sindacati nazionali — noi trattiamo per una soluzione complessiva e non siamo disposti a dividere le due soluzioni». Entrambe le parti hanno garantito la disponibilità ad un confronto anche con i rappresentanti regionali, che hanno interesse a ricercare una soluzione capace di garantire l’occupazione e il soddisfacimento degli appalti assegnati ad Eutelia. IL MINISTERO dello sviluppo e del lavoro si è impegnato inoltre a promuovere la ricerca di eventuali acquirenti, magari in aggiunta a quelli già individuati dall’azienda stessa. Queste le uniche novità emerse durante il lungo e infuocato dialogo, che si è protratto fino fino alle ore piccole e non ha spostato di una virgola le posizioni assunte dai «contendenti». Il gruppo aretino rimane vincolato ai contenuti del piano industriale di 110 pagine approvato dal consiglio di amministrazione e fatto proprio dal neo presidente Alessandro Pizzichi, impegnato in queste ore a ricercare e formalizzare il consenso delle banche per una moratoria degli impegni finanziari. Una cosa è certa. Il filo del confronto non si è spezzato, le posizioni restano ferme, ma è evidente che l’accettazione delle procedure e delle proposte avanzate dal ministero ha un significato preciso: sindacati e azienda sono fortemente impegnati a ricercare un punto d’incontro, di cui nessuna delle parti può fare a meno. La dissoluzione della information techonology sarebbe una perdita per il sistema degli appalti pubblici, sottoscritti per l’80% dagli enti, ma anche per il sistema Paese: inoltre disperderebbe 1950 professionalità e capacità organizzative, che hanno dato prova di gestire impegni di notevole rilevanza. A luglio scadono i contratti di solidarietà e se per quella data non sarà esaurito il tira e molla fra le organizzazioni di categoria ed Eutelia si aprirà uno scenario preoccupante per i dipendenti aretini e per quelli distribuiti nel resto della Penisola.

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