lunedì 31 gennaio 2011

Crac Eutelia, vertici alla sbarra

L'udienza è stata rinviata al 23 Maggio per un difetto di procedura

Ex consigliere e vicepresidente della società dovranno rispondere di bancarotta per aver distratto 11 milioni


InchiestaDanneggiati quasi duemila lavoratori del call center. Gli imputati: estranei alle accuse

Avrebbero danneggiato quasi duemila dipendenti, compiendo operazioni finanziarie mirate a distrarre oltre undici milioni di euro. E così per I.L., consigliere di amministrazione di Eutelia, e S.L., presidente del cda di Agile e vicepresidente dall'ottobre 2008 al maggio 2009 di Eutelia, oggi inizierà il processo con giudizio immediato per bancarotta fraudolenta in concorso. Secondo le indagini, condotte dai pubblici ministeri Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, sono state create una serie di società, definite «scatole cinesi», che avrebbero rilevato aziende in grave crisi operanti nel settore delle telecomunicazioni, logistica e immobiliare, per poi lucrare crediti (commesse) e scaricare i debiti su altre società avviate verso il fallimento, come la società Agile (ex Eutelia). Arrivando al crac della società. In base agli accertamenti della Guardia di Finanza, le persone finite sotto inchiesta avrebbero portato il gruppo societario Agile, poi acquisito da Eutelia, a una situazione di gravissimo dissesto economico-finanziario e dunque di insolvenza per milioni di euro. Nell'inchiesta della procura di Roma sono coinvolte anche altre persone, che però hanno deciso di seguire strade diverse: due il rito ordinario, altri invece il rito del patteggiamento: per quest'ultimi la camera di consiglio è stata fissata per il prossimo 11 febbraio. Gli indagati, «al fine di trarne profitto e di recare pregiudizio ai creditori, tra gli altri 1922 lavoratori, della Agile srl - si legge nel capo d'imputazione - distraevano crediti della società, cedendoli a garanzia di obbligazioni assunte da soggetti riconducibili al gruppo Omega spa senza corrispettivo e concorrevano a cagionare il dissesto della società con una pluralità di operazioni dolose, tra loro orientate alla spoliazione di Agile srl». Oggi, inoltre, saranno presentate le richieste di parte civile da parte degli avvocati Pierluigi Galella e Maria Rosaria Galella, che rappresentano una sessantina di dipendenti. Fin dal primo giorno, comunque, gli indagati hanno sempre respinto tutte le accuse. Lo scorso anno furono organizzate dai dipendenti dell'azienda diverse manifestazioni per chiedere giustizia, anche davanti a Montecitorio. Proteste alle quali parteciparono anche alcuni politici.

12 commenti :

Anonimo ha detto...

Bella la giustizia italiana: Massa e Liori, quelli che hanno rubato la cassa patteggiano e i Landi che hanno rimesso l'azienda vanno a processo. Perfetto!
--------------------------------------
Gianni Brunaci per Arezzo Notizie:
La storia di Omega, che acquisisce (a pochi spiccioli) migliaia di dipendenti per alleggerire Eutelia del fardello e poi non pagarli, non è isolata. Omega sembra essere una società specializzata in questo sport poco edificante che è la raccolta e lo smaltimento dei dipendenti considerati in esubero. Non sappiamo se l’operazione, recentemente revocata, diventerà definitiva, ma di certo sappiamo che lo stesso tipo di cessione ha riguardato Phonemedia, il principale operatore nel settore dei call center in Italia con i suoi 5200 dipendenti. Anche in questo caso è avvenuto un travaso a pochi spiccioli e senza alcun piano industriale. Anche in questo caso Omega ha smesso di pagare gli stipendi e migliaia di famiglie si trovano nel caos. L’unica dichiarazione firmata Omega parla di un generico piano per un polo italiano dell’Information Tecnology. Un po’ poco, ci pare, anche e soprattutto perché gli stipendi non vengono pagati.

La questione sta diventando veramente scottante e qualcuno dovrebbe occuparsi di Omega in modo approfondito, capire se sia una cloaca o un’azienda vera, ma anche chi ci sia dietro.

Omega è una società fondata nel 2001 da Pio Piccini, un imprenditore di Sansepolcro che quando la sua azienda (la Seldat) se la passava male, pensò bene di dislocare i propri interessi a Roma e farsi amici i potenti che lì risiedono o operano. Fondò appunto Omega con lo scopo di sfruttare al meglio queste amicizie e infatti le commesse per la nuova realtà sono arrivate per lo più da enti pubblici, Parlamento compreso.

Nel tempo Omega è divenuta una SpA (era nata srl) ed è finita sotto il controllo di una multinazionale inglese denominata Restform Limited.

Sul blog di Casalieri (ottobre 2009) si legge tra l’altro quanto segue:

“Cosa si nasconde dietro la “multinazionale” inglese Restform Limited che controlla il gruppo Omega che controlla AGILE? Probabilmente la criminalità organizzata calabrese. Restform, che pur essendo a tutti nota come multinazionale non è nemmeno rintracciabile tramite un sito internet ufficiale, è sicuramente una delle tante “scatole cinesi” piene solo di fuffa imbastite per dare al gruppo Omega un’ombra di credibilità.
Una notizia pubblicata sul quotidiano “Il Foglio” di Lodi il 28/04/09 solleva inquietanti interrogativi: si legge di un imprenditore edile, Daniele D’Apote, accusato di ricettazione e legami con la ‘ndrangheta calabrese. Il D’Apote possiede fra le altre cose una quota di un’azienda di costruzioni milanese controllata dalla fantomatica Restform Limited, e detiene 4000 euro di capitale dell’azienda Matrix Srl. Quest’ultima, di proprietà di Pio Piccini ha fornito il capitale sociale di Omega congiuntamente con la società Condursio (sempre di proprietà di Piccini), entrambe estinte per sequestro giudiziario. Fra l’altro Matrix Srl ha sede in viale Liegi 44 a Roma dove si trova anche la sede legale di Omega.”

Navigando qua e là si può anche leggere, su “Disinformazione.it”, un pezzo molto interessante datato 2005, nel quale tra le attività di Raffaello Gelli, figlio del più noto Licio, si cita una non meglio precisata partecipazione in Omega srl.

Sarebbe bello capire come stanno realmente le cose, visto che stiamo parlando del destino di parecchie migliaia di dipendenti e delle loro famiglie.

31 gennaio 2011 07:39

Anonimo ha detto...

Ma che cazzo dici?????__________________________________

Bella la giustizia italiana: Massa e Liori, quelli che hanno rubato la cassa patteggiano e i Landi che hanno rimesso l'azienda vanno a processo. Perfetto!

Anonimo ha detto...

Cosa vuol dire "per un difetto di procedura"?E da parte di chi?
E la nostra richiesta di costituzione parte civile?

Anonimo ha detto...

La richiesta di parte civile dovete farla verso Massa e Liori, loro si che c'enatrano con Omega, ma i Landi che c'azzeccano?

Anonimo ha detto...

ATTENZIONE: non scrivete sul sito Eulav: e' controllato da Massa e Liori che fanno censurare i commenti dove si parla di loro due.

Anonimo ha detto...

ATTENZIONE: non scrivete sul sito Eulav: e' controllato da Massa e Liori che fanno censurare i commenti dove si parla di loro due.

------------------------------------
ma che ca... stai dicendo?????

Anonimo ha detto...

Ricominciamo con la difesa dei poveri Landi che volevano solo il bene dei (cattivi) lavoratori?

Anonimo ha detto...

Ricominciamo con la difesa dei poveri Landi che volevano solo il bene dei (cattivi) lavoratori?
-------------------------------
Condivido, girano molti basher millantatori amici prezzolati degli in_PRENDITORI.

Anonimo ha detto...

ed il tempo passa....il solito schifo!!!!!

Anonimo ha detto...

Chi è che se la caverà secondo voi???????????????????????????
In un paese dove la giustizia regna di casa?????????????????
Chi sarà a rimetterci in tutta
questa storia?????????????????
DAI DAI DAI DAI DAI DAI
IO SONO CURIOSO...............
NON LASCIATEMI COSI SULLE SPINE.

Anonimo ha detto...

Se qualcuno e' informato, si puo' avere qualche notizia sull'udienza di oggi al tribunale di Roma, grazie

Anonimo ha detto...

Bella la giustizia italiana: Massa e Liori, quelli che hanno rubato la cassa patteggiano e i Landi che hanno rimesso l'azienda vanno a processo. Perfetto!

=======
COSA VUOI DIRE CHE I LANDI NON HANNO RUBATO?