venerdì 9 luglio 2010

EUTELIA: FRANCESCHINI,L’ OBIETTIVO E’ TROVARE UNA SOLUZIONE. NON BISOGNA CAVALCARE UN MALESSERE

Dario Franceschini, capogruppo dei deputati Pd, e il capogruppo della commissione Lavoro, Cesare Damiano, hanno incontrato davanti Montecitorio i lavoratori dell’ex Eutelia, che da quattro settimane protestano davanti la Camera. “Il nostro obiettivo e’ trovare una soluzione, siamo vicini a voi, non vogliamo cavalcare il malessere perche’ non c’e’ nessuna regia politica”. Cosi’ Dario Franceschini ha espresso solidarieta’ ai lavoratori dell’ex Eutelia. “Centoventi parlamentari del Pd hanno aderito allo sciopero della fame a staffetta e chiedono, con voi, l’apertura dei tavoli delle trattative”. “La giornata di oggi e’ un chiaro segnale dello stato di salute del nostro governo. Roma e’ paralizzata dalle manifestazioni di protesta dei lavoratori ma l’agenda parlamentare si occupa di tutt’altro. Si occupa dei problemi personali del presidente del Consiglio”, ha ammonito il capogruppo Pd alla Camera. “Ci sono tutti i presupposti per convocare il tavolo di crisi – ha aggiunto Damiano- ma manca la volonta’ di farlo. Stiamo sollecitando un incontro e, oltre al tavolo di crisi, chiediamo un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico. Al momento la magistratura sta indagando ed entro il primo agosto il tribunale si pronuncera’ in merito. Qualche passo avanti e’ stato fatto ma adesso e’ il momento di rispettare la legge Prodi”.

7 commenti :

Anonimo ha detto...

...Roma e’ paralizzata dalle manifestazioni di protesta dei lavoratori ma l’agenda parlamentare si occupa di tutt’altro. Si occupa dei problemi personali del presidente del Consiglio"...
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Ma se è il PD il primo ad occuparsi della materia...

A noi della legge Prodi non frega proprio niente:VOGLIAMO IL FALLIMENTO!

Anonimo ha detto...

Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - Secondo la procura di Roma, che coordina le indagini,
sarebbe stato un articolato sistema di frode a portare il gruppo alla grave situazione
di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori

Sono piu' di sessanta i finanzieri impegnati, dall'alba di oggi, nell'esecuzione
di 8 misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose citta' italiane in merito
alla complessa ricostruzione di un articolato sistema di frode che ha portato l'importante
gruppo societario 'Agile-Eutelia', operante nel settore delle telecomunicazioni
e dell'information technology, ad una situazione di gravissimo dissesto economico
finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori.
L'attivita' odierna e' coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Anonimo ha detto...

allora rivogliamo anche il lavoro

Anonimo ha detto...

ULTIM'ORA

LE SS.LL. SONO INVITATE PRESSO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO IL 9/06/ ORE 14 etc.etc....
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Suppongo che IL 9/06/ ORE 14 debba intendersi 9/07/ ORE 14, cioe' oggi???

Anonimo ha detto...

Si, l'incontro è oggi 9 luglio ore 14. Vedi su www.eulav.net il comunicato

Anonimo ha detto...

Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - Secondo la procura di Roma, che coordina le indagini,
sarebbe stato un articolato sistema di frode a portare il gruppo alla grave situazione
di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori

Sono piu' di sessanta i finanzieri impegnati, dall'alba di oggi, nell'esecuzione
di 8 misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose citta' italiane...etc..etc..
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Da queste note si desume un grande blitz, con arresti e perquisizioni.

Anonimo ha detto...

IL LAVORO SCELLERATO DEI COMMISSARI E DELLA
DIRIGENZA DI AGILE, EX EUTELIA

Se errare è umano, perseverare è diabolico e dal momento che nel mondo del lavoro
ed in particolar modo in quello dell’imprenditoria, la diabolicità spesso si configura
come rappresentanza di interessi diversi, non sempre leciti oppure di manifesta
incapacità, quanto messo in atto da chi in questa fase è stato nominato per governare
l’azienda (o quello che rimane di essa) e dal gruppo dirigente che si è dato, rispecchia
pienamente sia l’elemento dell’incapacità che, hai noi, quello dell’illiceità.
Nell’uno e nell’altro caso, non è più possibile continuare a tacere!
L’ennesimo ed ultima dimostrazione in tal senso l’abbiamo avuta con gli ultimi
provvedimenti individuali di Cassa integrazione distribuiti a quattro lavoratori,
tecnici della delivery, ai quali è stata consegnata la lettera che dispone la CIGS dal
prossimo lunedì proprio mentre erano in attività lavorativa presso importanti Enti
(Banca d’Italia ad es.)
Ma che senso ha mettere in CIGS lavoratori a pochi giorni di distanza
dall’avvio di una nuova procedura di CIGS (per Amministrazione
straordinaria o per fallimento) nella quale verranno rivisti numeri e criteri?
A quale logica risponde la pratica di porre in CIGS lavoratori che
normalmente operano presso i pochi clienti e commesse ancora rimaste?
Ma soprattutto quale logica delittuosa si cela dietro una pratica che continua
a tenere in servizio una parte di lavoratori inattivi, mentre l’altra, attiva,
continua ad operare tra mille difficoltà tecniche e spesso contribuendo a
proprie spese per far fronte alla normale attività lavorativa, come chi opera
in trasferta, con mezzi propri e con rimborsi insoddisfacenti, quando vengono
elargiti.
La fabbrica delle malefatte continua a produrre delitti:
Dirigenti e responsabili vari che nei giorni delle denunce e delle lotte erano
tranquillamente relegati nel calduccio della propria abitazione percependo compensi
per attività non prestata, oggi, ripresa l’iniziativa, hanno riprodotto gli stessi distorti e
infetti meccanismi a supporto di una gestione nepotista fatta di “famiglie” e “ piccoli
orti” da curare a discapito di tutto e tutti. Gli stessi meccanismi usati e tollerati dal
vecchio management proprio mentre era intento a depredare risorse e beni aziendali.
Commissari, vecchi e nuovi con enormi responsabilità in tal senso in quanto hanno
tollerato e riprodotta la situazione ereditata, limitandosi a fotografare la stessa
delegando completamente la gestione ordinaria e quella relativa all’uso di
ammortizzatori sociali a responsabili aziendali che qualunque imprenditore avrebbe
allontanato a malo modo.
Organizzazioni Sindacali, alcune delle quali scomparse definitivamente o quasi
dalle iniziative sindacali che anziché generare e dispiegare risorse a supporto delle
lotte dei lavoratori utilizzano il loro “peso” per condizionare le liste di lavoratori da
porre in CIGS con qualche “aggiustamento“, specialmente quando riguarda loro
delegati RSU.
Ma oltre a chi lavora onestamente e a chi tutti i giorni si mobilita per denunciare e
richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, per il resto
C’è ancora qualcuno che crede nel futuro e nel rilancio dell’azienda?
Questo modo di gestire l’azienda rappresenta la stessa negazione del proprio futuro!
Noi crediamo ancora nella possibilità di attivare un confronto serio con chi gestisce
l’azienda per disegnare insieme il futuro della stessa senza aspettare l’avvio di una
nuova procedura di ammortizzazione sociale che inevitabilmente finirà per non
raccogliere, stante queste premesse e questi fatti, il consenso dei lavoratori e della
nostra Organizzazione Sindacale.
Roma 8 luglio 2010
Fiom Cgil Roma Sud
Giovanni Seccia

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grande Gianni!!!!!