lunedì 12 luglio 2010

In ordine: Massa, I.Landi, Pizzichi, S.Landi, A. Liori

33 commenti :

Anonimo ha detto...

Arezzo, 12 luglio 2010 - E’ una settimana decisiva, quella che si apre oggi, per i sette arrestati dell’affaire Eutelia-Agile-Omega. Mentre Samuele Landi, l’unico sfuggito al blitz, dorme sonni tranquilli all’estero, in Dubai,quelli che sono finiti in manette, compresi il fratello Isacco e l’ex presidente di Eutelia Leonardo Pizzichi, dovranno affrontare l’interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Entro mercoledì perchè così vuole la legge: cinque giorni al massimo dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare che è avvenuta venerdì mattina. Non è detto che a sentirli sia il giudice Elvira Tamburelli che firmato il provvedimento: può darsi che il magistrato romano chieda soccorso, con le rogatorie, ai Gip competenti per territorio. Arezzo, nel caso di Isacco, che è rinchiuso a San Benedetto, e Siena per Pizzichi, detenuto a Santo Spirito.
Secondo il giudice Tamburelli a giustificare l’ordinanza di custodia cautelare è il rischio di reiterazione del reato. E per dimostrarlo il Gip capitolino cita nell’ordinanza anche intercettazioni relative all’ultimo periodo, quello successivo alla vendita di Agile e alla sua messa in amministrazione controllata. In particolare l’attività frenetica di Leonardo Pizzichi, deciso ad evitare un’altra richiesta di amministrazione straordinaria, stavolta direttamente per Eutelia, firmata dal Pm aretino Roberto Rossi e che arriverà il 3 giugno, con la dichiarazione di insolvenza del tribunale di Arezzo.  L’allora presidente è preoccupatissimo, fra l’altro, dei debiti con il fisco e della trattativa in corso per arrivare a un concordato. Il 17 maggio, il suo interlocutore gli prospetta la necessità di pagare gli F24 (moduli tributari) per 800 mila euro. Pizzichi, citiamo testualmente dal riassunto della telefonata contenuto nell’ordinanza, "dice di aspettare e che questi 800 mila euro non possono stare in Italia perchè può arrivare un pignoramento". Ecco allora la soluzione: secondo il presidente "potrebbe servire per fare il concordato", perciò si organizza. "Dice che vuole bonificare 800 mila euro in Belgio; poi se si risolve (il debito col fisco Ndr), si paga anche questa roba, altrimenti possono servire per fare il concordato".
Per Pizzichi "tutto quello che può essere risparmiato si deve mandare fuori in modo tale che non sia aggredito (da pignoramenti ed ed enti previdenziali Ndr)". L’interlocutore gli spiega che "sono 400 mila euro da pagare senza indugi perchè è l’Inps e gli altri sono 700 mila euro che non si pagano e si sposteranno in Belgio". Il presidente replica di "fare l’operatività direttamente dall’estero perchè se oggi bloccano anche Mps non si può fare più il concordato". Se poi i soldi siano approdati veramente in Belgio è difficile dire, anzi impossibile sulla base delle sole intercettazioni.
Le giornate di attesa del verdetto del tribunale sono comunque intensissime. Pizzichi si occupa di tutto, dei Tg di "Teletruria", dove spera di far passare la sua versione dei fatti, come di un supposto "piano B" dei Landi. Gliene ne parla l’8 maggio in un sms un altro collaboratore: "Sto per iniziare l’incontro. Voci insistenti parlano di un piano B dei Landi su Eutelia". Il presidente replica che "loro (i Landi Ndr) quello che possono fare è trovare qualcuno che gli compra le azioni. Quelle azioni valgono il 25 per cento, un milione e otto". Pizzichi ha tempo anche per pensare ai dipendenti: "I dipendenti di Agile sono andati a parlare con Rossi (il Pm ndr)...i Landi se hanno rubato hanno rubato, se non hanno rubato tanto ormai sono fuori..oggi come sei mesi fa". Poi arriverà la decisione del tribunale di concedere l’amministrazione straordinaria. Nei giorni precedenti al 3 giugno gran parte della classe dirigente aretina, politica e sindacale compresi i dipendenti, aveva fatto capire di preferire che si andasse avanti con la linea Pizzichi. Ma cosa sarebbe oggi di Eutelia, con il vertice decapitato e in carcere?
Salvatore Mannino

Anonimo ha detto...

In manette i vertici di Omega
la società "garantita" da Rosso


RAPHAEL ZANOTTI
TORINO

Il vicepresidente della Regione, Roberto Rosso, non è una persona fortunata. Appena nominato, era finito nell’occhio del ciclone per i suoi strettissimi rapporti con Phonemedia, una delle società legate alla cricca dei call center sospettata di aver frodato lo Stato per 34 milioni di euro. «E allora? - aveva risposto Rosso in un’intervista alla Stampa - Sono finito nel tritacarne solo perché ho cercato di lavorare per la mia terra. È un reato?». Due mesi dopo, il vice di Roberto Cota, balla di nuovo tra le polemiche. Non solo la vecchia proprietà di Phonemedia è finita come è finita, ma anche la nuova - che lui aveva caldeggiato - è ora dietro le sbarre.

Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano ha arrestato otto persone per bancarotta fraudolenta nell’affaire Agile-Eutelia. Si tratta di Samuele Landi, presidente del Cda di Agile e amministratore Eutelia; Pio Piccini, presidente e amministratore delegato di Omega, nonché amministratore unico di Agile; Leonardo Pizzichi, presidente del Cda di Eutelia; Claudio Marcello Massa, amministratore di fatto di Agile e protempore di Omega; Marco Fenu, dirigente di Agile e tesoriere del Gruppo Omega; Salvatore Riccardo Cammalleri, amministratore unico e procuratore Agile; Antonangelo Liori, dominus del Gruppo Omega e Isacco Landi, del Cda di Eutelia. Sono accusati di aver spolpato l’Agile, sottraendo 11.179.898 euro e altri 5.529.543 euro di crediti. I danneggiati: i 2000 dipendenti che sono rimasti con un pugno di mosche in mano.

E dire che proprio Rosso aveva sponsorizzato l’arrivo della nuova società. I dipendenti di Phonemedia avevano visto lungo. Erano scesi sul sentiero di guerra quando avevano saputo che l’azienda sarebbe stata venduta alla Omega. Non si fidavano. A cercare di placare gli animi, venendo in aiuto all’amico Fabrizio Cazzago, fondatore di Phonemedia, era allora intervenuto l’onorevole Roberto Rosso. Aveva scritto quattro lettere ai lavoratori, diffondendo ottimismo sull’operazione. Le lettere erano state infilate direttamente nelle ultime buste paga che avrebbero visto i dipendenti Phonemedia. In quelle missive si vantava la solidità del gruppo Omega e si prefiguravano rosei scenari.

In seguito alla cessione, Rosso si prodigò con l’Inps per cercare di far avere ai nuovi proprietari una rateizzazione del debito. E organizzò un incontro a Roma con l’allora ministro Claudio Scajola, suo «amico di lunga data e compagno di partito». Sembrava davvero tutto dovesse ripartire il giorno dopo. Il piano industriale è rimasto al palo. Anche la Cassintegrazione in deroga, più volte promessa, è da settimane alla firma del ministro Giulio Tremonti. E ora il carcere. Poteva prevedere, l’onorevole Rosso? Forse. L’amico Cazzago non deve averlo avvertito che lui, già il 24 agosto, sapeva che il gruppo Omega non aveva liquidi per mandare avanti l’attività. E forse nemmeno lo ha avvertito quel Claudio Massa, amministratore di Omega, l’anno prima era finito nell’inchiesta sulla maxi bancarotta del Sea Park di Salerno.

No, il vicepresidente Rosso, è decisamente una persona poco fortunata. Ma doveva lavorare «per la sua terra», come d’altra parte «la sua terra» aveva lavorato prima per lui. L’amico Cazzago aveva messo a disposizione la sua struttura facendo per lui quasi 100 mila telefonate elettorali per 10.214 ore lavorate in un anno. Valevano ben una letterina di ammorbidimento ai lavoratori.

Anonimo ha detto...

la foto che manca http://piopiccini.it/HomePage.htm

Anonimo ha detto...

mi sono stampato le foto.....
sono un bel ricordo da tenere sopra il.....WC.!!!!!!!!!

STIMOLANO!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Antonangelo: siamo l'unica azienda italiana ad avere eliminato i sindacati con le mani dei sindacati. In un incontro con i sindacalisti Cgil, Cisl ..........

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Che i sindacati abbiano dato una grossa mano , anche dal punta di vista negativo della vicenda , è palese a tutti.
Non scordiamci però che a questo punto ci siamo arrivati grazie alle lotte ed alla visibilità su tutti i media.
Il discorso onesto da farci è : l'unica speranza futura sono i 3 o 5 anni di cigs? Se è così a che serve fomentare divisioni/epurazioni/vendette interne?
Non sarebbe meglio spingere con le istituzioni, e gli stessi commissari, per una ricollocazione lavorativa ? Perchè se il piano è di vendere la società con 300 dipendenti, rimane irrisolto il futuro di 1700!

Agile ma non troppo

Anonimo ha detto...

Eutelia-Agile: Liori davanti al giudice si avvale della facoltà di non rispondere

Una manciata di minuti, giusto il tempo per dire al giudice che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Tanto è durato, oggi poco dopo mezzogiorno, l'interrogatorio nel carcere cagliaritano di Buoncammino di Antonangelo Liori, l'imprenditore coinvolto nel crac milionario del call-center Agile-Eutelia

Assistito dai difensori Mariano e Massimo Delogu, l'ex giornalista ha però annunciato al gip Roberto Cau (incaricato dell'interrogatorio dai colleghi capitolini) che una volta studiati gli atti presenterà una dettagliata memoria difensiva. I legali di Liori, colpito dall'ordine di custodia cautelare in carcere per il fallimento da oltre 11 milioni di euro del call-center e indagato con l'accusa di bancarotta fraudolenta, hanno già chiesto la scarcerazione del loro assistito (o comunque un'attenuazione delle misure cautelari) al Tribunale del Riesame. Assieme all'imprenditore sardo, con lo stesso provvedimento cautelare, sono finiti in manette anche Pio Piccini (presidente e amministratore di Omega e Agile), Leonardo Pizzichi (presidente Cda Eutelia), Claudio Marcello Massa (amministratore di Agile), Marco Fenu (dirigente e tesoriere di Omega), Salvatore Riccardo Cammalleri (procuratore di Agile) e Isacco Landi (amministratore di Eutelia), mentre Samuele Landi (presidente e amministratore di Eutelia) era a Dubai al momento dell'invio dell'ordinanza. L'inchiesta affidata alla Guardia di Finanza è coordinata dai pm romani Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Francesca Maria Loy

Anonimo ha detto...

Agile/ Damiano: Bene apertura tavolo di confronto Parlamentari Pd pronti a riprendere sciopero fame se andasse

"Il Pd esprime soddisfazione per l'avvenuta convocazione del tavolo sulla vertenza Agile-Eutelia presso il ministero dello Sviluppo economico, ma soprattutto per la previsione di un nuovo incontro presso la presidenza del Consiglio successivo all'eventuale pronunciamento favorevole del tribunale fallimentare. Erano queste le richieste di sindacati e lavoratori. Ed erano questi gli scopi dello sciopero della fame dei parlamentari del Pd". Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera. "L'obiettivo della nostra lotta - ha proseguito Damiano - è ottenere la garanzia di un futuro industriale per l'azienda e di certezza occupazionale per i lavoratori. Per questo i parlamentari del Pd sono pronti a riprendere la mobilitazione, momentaneamente sospesa dopo la convocazione del tavolo, nel caso di esito negativo dell'incontro a Palazzo Chigi. La presidenza del Consiglio e il ministero dello Sviluppo economico possono fare molto per il futuro dell'azienda come, per esempio, intervenire per riattivare le commesse pubbliche. L'intervento del governo sgombrerebbe anche il campo dai sospetti che dietro la vicenda ci siano gli appetiti di Mediaset interessata ai 14mila chilometri di fibre ottiche di proprietà dell'azienda aretina, sui quali viaggia la tv via internet, potenziale concorrente del Biscione".

Anonimo ha detto...

Le prime linee sono tutte colluse, questo è il momento di parlare. Ciunque sappia quello che hanno fatto questi esseri spregevoli (di Milano, di Roma etc,etc)devono parlaRE DOBBIAMO FARE piazza pulita. Se riusciamo poi a denunciare parecchi ci faremo pagare anche le spese in una causa civile. Devono andare fuori dalle palle.
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Bene, allora iniziate da Ivrea dove c'e' qualcuno che ha regalato il progetto di COOP Adriatica ad Engineering...e chissa' cos'altro!
Poi ha fatto piazza pulita per rimanere con i suoi portaborse a fare un cazzo (pagato, ovviamente!)

Anonimo ha detto...

Arezzo, 13 luglio 2010 - AAA castello vendevasi. Vendevasi appunto, all’imperfetto. Perchè da ieri mattina il castello di Policiano, 46 stanze e un parco di 11 ettari, non si vende più. Prima dei compratori sono arrivati gli uomini della procura che hanno piazzato sul cancello i sigilli del sequestro preventivo. Chiesto dal Pm Roberto Rossi e disposto dal Gip Simone Salcerini. Per l’ufficio dell’accusa, la splendida dimora, pur intestata alla moglie Laura, è di proprietà di Samuele Landi, l’ex amministratore delegato di Eutelia che da venerdì è inseguito da un’ordinanza di custodia cautela dell Gip romano Elvira Tamburelli. Lui non si trova, le indiscrezioni, insistenti, quasi unanimi, dicono che è in Dubai, dove da qualche settimana ha avviato una nuova attività. Stavolta però l’inchiesta dei Pm romani (l’aggiunto Nello Rossi con i sostituti Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Francesca Loy) non c’entra. C’entra eccome invece il filone aretino della bufera giudiziaria che ha investito i Landi ed Eutelia, quello nel quale il Pm Rossi ipotizza una bancarotta da quasi 100 milioni di euro: 60 (già falso in bilancio) per il trasferimento, considerato finto, della proprietà della società "Voiceplus", e 33 (già appropriazione indebita) per le triangolazioni di fondi da Arezzo alla Bulgaria, alla Romania e infine alla Svizzera.



Sequestro preventivo significa che si vuole evitare la dispersione del patrimonio di Samuele Landi, e quindi anche del Castello, in modo che possa fare da garanzia nell’inchiesta penale e poi nel processo. La grande dimora, invece, era stata messa in vendita, come risulta anche dal sito ufficiale che ne riporta foto degli interni e degli esterni nonchè prezzo richiesto agli eventuali acquirenti: 8 milioni e mezzo di euro. Proprio da Internet sono partiti gli inquirenti per far scattare l’allarme. Lì c’è una descrizione della villa-fortezza, un po’ castello e un po’ grande villa di campagna, che assomiglia a una storia da Mille e una Notte. Basta guardare le foto: ulivi secolari, un fronte in stile dimora toscana dell’epoca d’oro e un fronte da antico fortilizio con tanto di torre, stanze piene di mobili d’epoca, di arazzi, icone, poltrone, sale da pranzo e via descrivendo. Chiunque voleva farsi avanti poteva fino a ieri riempire il modulo che si trova all’interno del sito e poi aspettare di essere contattato, magari per una visita di persona: il castello si trova sulla collina sopra Policiano.



Gli interessati, però, sono stati preceduti dalla procura. Il Pm Rossi ha avanzato la sua richiesta di sequestro preventivo che è stata firmata venerdì dal Gip Salcerini. Poi una breve pausa nel fine settimana e ieri l’apposizione dei sigilli, preceduta dalla trascrizione alla conservatoria dei registri immobiliari. Se finora c’erano i giovedì nera di Wall Street, ora ci sono anche i venerdì neri di Samuele Landi. Non capita mica tutti i giorni di sfuggire all’arresto con un dribbling e di vedersi contemporaneamente sequestrare un castello.

Salvatore Mannino

Anonimo ha detto...

laura dopo il castello non ti rimane che il lavoro più antico del mondo...... fra un po si passa alla maserati.

Anonimo ha detto...

ma oggi 13/7 non era la data che il giudice doveva far conoscere il responso circa l'appello dell'art. 28? e' cambiato qualcosa ? perchè è scomparso dal blog sede di pregnana milanese. qualcuno sa dirmi qualcosa?

Anonimo ha detto...

il modello sr41 di giugno?

Anonimo ha detto...

Fallimento Hlt
Tarditi chiede
7 anni e 6 mesi
per Massa



A crack aziendali non è nuovo. Claudio Massa, 63 anni, manager milanese, è fra gli arrestati per il fallimento di «Eutelia», la società di call-center romana che ha lasciato sul lastrico centinaia di dipendenti. Ma il nome di Massa, compare fra i sette imputati anche in un processo al tribunale di Asti. L’ipotesi di reato è di bancarotta fraudolenta e l’inchiesta è quella seguita al dissesto dell’«Hlt», l’ex «Ibmei» (poi «Fme»), dichiarata fallita nel 2004. Massa, come amministratore di fatto e poi liquidatore dell’«Hlt», avrebbe contribuito alla «distrazione» di oltre 3 milioni di euro dalle casse dell’azienda attraverso un complesso sistema di società con sede in varie città d’Italia, tutte poi andate in crisi. Ieri era in programma un’udienza del processo: il presidente della corte, Cesare Proto, ha rinviato a lunedì prossimo per permettere a Massa di presenziare, accompagnato dalla polizia penitenziaria. Difficile, però, che l’ex manager chieda di partecipare: alle precedenti udienze astigiane non si è mai visto e non ha mai scelto un legale di fiducia. E’ difeso da un avvocato d’ufficio, Beppe Accatino, nominato dalla procura. Il pm Luciano Tarditi ha proposto una pena alta, 7 anni e 6 mesi, considerando Massa uno degli «architetti» del sistema che ha portato al fallimento dell’«Hlt», con un centinaio di dipendenti rimasti senza lavoro e senza liquidazione.

Anonimo ha detto...

ma oggi 13/7 non era la data che il giudice doveva far conoscere il responso circa l'appello dell'art. 28? e' cambiato qualcosa ? perchè è scomparso dal blog sede di pregnana milanese. qualcuno sa dirmi qualcosa?

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dormi che è meglio

Anonimo ha detto...

EUTELIA POSIZIONE FINANZIARIA IN LIEVE MIGLIORAMENTO A FINE MAGGI

Al 31 maggio la posizione finanziaria netta del gruppo Eutelia risulta negativa per 55,5 milioni di euro a fronte dei 56,5 milioni del mese precedente. Aumentano da 4,2 a 5,1 milioni di euro le disponibilita' liquide e diminuiscono da 34 a 33,9 milioni di euro i debiti finanziari netti di breve. I crediti netti verso parti correlate al 31 maggio 2010 sono pari ad 19,4 milioni di euro. I debiti netti verso parti correlate al 31 maggio 2010 sono pari ad 13,5 milioni di euro e sono tutti soggetti a compensazione rispetto ai crediti sopra indicati. .

Anonimo ha detto...

L'ex presidente di Eutelia:
"Ho sempre agito in buona fede"
Il manager, Leonardo Pizzichi, ha fatto dichiarazioni spontanee in tribunale


Siena, 13 luglio 2010 - Leonardo Pizzichi, ex presidente Cda di Eutelia arrestato con altri sette e accusato di bancarotta fraudolenta, ieri mattina è comparso davanti al giudice Elisabetta Pagliai. Un interrogatorio per rogatoria visto che il manager senese è detenuto a Santo Spirito. Il Pizzichi accompagnato dal suo legale, l’avvocato Enrico De Martino, ha reso dichiarazioni spontanee. Ha detto di essere completamente estraneo alle accuse che gli vengono mosse dai pubblici ministeri di Roma e ha più volte sottolineato la sua innocenza. In più di un’occasione ha fatto riferimento alla sua buona fede nel periodo in cui ricopriva il ruolo di presidente del Cda di Eutelia.



Nell’interrogatorio per rogatoria il difensore non può avanzare alcuna richiesta (per esempio la scarcerazione del proprio cliente), così come il giudice incaricato non può emettere alcun provvedimento. L’uno e l’altro (come nel caso di Leonardo Pizzichi) non può far altro che ascoltare le dichiarazioni dell’indagato. Dichiarazioni che vengono registrate e poi trascritte per essere trasmesse al titolare dell’inchiesta. L’Avvocato De Martino a fine udienza ha detto: "Leonardo ha un buon carattere ed è fiducioso che tutto si risolva. Spero di potermi incontrare in questa settimana con i pubblici ministeri romani perché ancora non sono in possesso degli atti relativi all’inchiesta".

Anonimo ha detto...

Citazione del filibustiere Leonardo PIZZICHI: "Ho sempre agito in buona fede"

Si, è verissimo.

E' stato in perfetta buona fede, su ordine di MUSSARI del MONTE PASCHI SIENA del quale è stato sindaco fino a due mesi fa, che LUI ha ideato la cessione fittizia alla banda bassotti di Massa e Liori per tirare a noi dipendenti questo bidone terrificante e recuperare un po' di soldi per la banca (rossa, rossissima) di Siena.

E' proprio verissimo, ha ragione.

Intanto l'altro uomo di MPS (PISANESCHI, Banca AntonVeneta) che era in CDA all'epoca non è stato sfiorato dagli arresti, l'ha scampata.

Scommettiamo che il PIZZICHI fra qualche tempo a bocce ferme avrà grandi ricompense (incarichi e altro) da parte del Monte?
Con buona pace della FIOM, che vadano a farsi f****** loro e che tutti i soldi che si son fatti dare gli vadano di traverso.
E di tutti i dipendenti che ha fregato. Magari lo candideranno a presidente della provincia per il PD, e verrà sicuramente eletto.

Anonimo ha detto...

Rosso lascia la giunta Cota

Dopo mesi di polemiche, iniziate con la sua nomina a vicepresidente della Regione Piemonte ed assessore nella giunta Cota, Roberto Rosso si è dimesso dagli incarichi regionali ed ha deciso di restare parlamentare. Al suo posto Cota ha nominato Ugo Cavallera (Pdl), già assessore all’urbanistica, vicepresidente della Giunta e Claudia Porchietto (anche lei Pdl) come assessore al lavoro e alla formazione professionale.

«A Roberto Rosso - dice Cota dando l’annuncio delle sue dimissioni- va il ringraziamento per l’impegno profuso e alla neo assessore il migliore augurio di buon lavoro». Rosso era stato accusato, appena insediato in Piazza castello, di essere coinvolto nello scandalo Phonemedia, una delle società della Omega (a cui apparteneva anche la Agile-ex Eutelia) sospettata di aver frodato lo Stato e finita nel mirino della Guardia di finanza, che aveva proceduto all’arresto di una decina di persone per bancarotta fraudolenta. E insieme a questa polemica, c’è sempre stata quella del doppio incarico.

L’opposizione, dai radicali al Pd, da mesi esorta Rosso a scegliere tra la poltrona da assessore e quella di deputato. Più di un mese fa si era scatenata in aula a palazzo Lascaris una bagarre piuttosto accesa perché Rosso, giustificata l’assenza dalla seduta del parlamentino piemontese a causa di «problemi di salute», quello stesso giorno era stato visto in Parlamento.

Anonimo ha detto...

MEMO
Pisaneschi / (...tralasciando Pizzichi) / MPS:
responsabilità morale ? (o peggio ?)
Comunque sia, COMPLIMENTI PER l'OTTIMO LAVORO !!!

Quali professionalità e capacità esprimono quelli che sono mandati ad amministrare i gioielli di famiglia..

Anonimo ha detto...

Eutelia-Agile, il Pd chiede la salvaguardia dei livelli occupazionali

COMUNICATO STAMPA

Alla luce degli ultimi sviluppi sul caso Eutelia-Agile la delegazione pugliese dei Parlamentari del PD,
assieme al segretario regionale Sergio Blasi e a quello barese Vito Antonacci, dopo l'incontro con i lavoratori, si sono riuniti nel pomeriggio presso la sede regionale del PD
per sollecitare la Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguire la "legge Prodi",
l'unico strumento che consente la ricollocazione sul mercato dell'azienda e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Nel contempo gli stessi, hanno concordato con i rappresentanti in giunta un incontro con le aziende ITC, al fine di utilizzare
le opportunità di formazione a partire dal programma "Welfare to Work" e concordare iniziative volte alla valorizzazione delle professionalità
esistenti all'interno dell'azienda.

Tali interventi si rendono opportuni alla luce dell'esperienza accumulata in questi anni, che ha visto il sito di Agile Bari
impegnata in lavori di ricerca e di sviluppo per Eutelia.

Anonimo ha detto...

Isacco Landi sceglie il silenzio ma presenta una memoria
Sentito anche Pizzichi («Sono in buona fede»). Pronte le istanze di libertà

di SALVATORE MANNINO
VENTI MINUTI per dirsi addio. Non che ci fosse da aspettarsi qualcosa di diverso, ma l’interrogatorio di garanzia per Isacco Landi si è davvero risolto in un mordi e fuggi. Il tempo di dichiarare l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere e di consegnare al Gip Simone Salcerini, incaricato per rogatoria dalla collega romana Elvira Tamburelli, una memoria difensiva scritta.
Cosa ci stesse dentro, ovviamente non l’ha detto nessuno. Non il giudice che è vincolato al segreto e neppure l’avvocato Alessandra Cacioli, da sempre storico avvocato della famiglia Landi. E’ facile suppurre, però, che Isacco, fratello di Samuele che continua a sottrarsi alla cattura nel suo rifugio in Dubai, abbia inteso giustificare gli elementi che gli vengono contestati nell’ordinanza, ossia il ruolo che avrebbe svolto nella bancarotta di Agile come membro del Cda di Eutelia e soprattutto come presidente di Eunics Lab. In quest’ultima veste, l’unico Landi finito in manette nel blitz di venerdì della Guardia di Finanza, avrebbe avallato l’operazione con la quale Eunics ha abbattuto il capitale da 3 milioni e 600 mila a 100 mila euro, rimborsando i residui 150 milioni al solo socio Eutelia. Omega, che nel frattempo aveva comprato Agile, rinunciò alla quota di quest’ultima società (il 40 per cento, un milione e 400 mila euro) e questo, secondo i Pm, è bancarotta fraudolenta, «spoliazione sistematica» di Agile e dei suoi 3 mila dipendenti.
IERI anche Leonardo Pizzichi si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia dopo che lunedì aveva scelto di rilasciare al Gip senese solo dichiarazioni spontanee, ieri ha contrabattuto punto su punto alle domande. «Ho sempre agito nell’interesse di Eutelia, sono in totale buona fede ed innocente». Il suo avvocato, Enrico De Martino, dice che le risposte sono state «precise ed esaurienti» e lascia intendere di essere ottimista sul ritorno in libertà.
Sia De Martino che Alessandra Cacioli si sono riservati di avanzare davanti al Gip Tamburelli un’istanza di scarcerazione o quantomeno di una misura meno pesante, come gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma. Possibile anche, in seguito, il ricorso al tribunale del Riesame di Roma. Una mossa che avrebbe un duplice obiettivo: da un lato un altro tentativo di riottenere la libertà, dall’altro costringere la procura di Roma (l’aggiunto Nello Rossi con i Pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Francesca Loy) a scoprire le carte, depositando gli atti di inchiesta.
INTANTO, DAL suo rifugio teoricamente segreto, Samuele Landi scende in campo in difesa del fratello in galera, con una lettera aperta al Gip Tamburelli in cui definisce l’ordinanza «totalmente ingiustificata». Eutelia, spiega, «è stata truffata dall’organizzazione di Massa e Liori e non esiste alcun patto che possa portare vantaggio a Isacco Landi, Pizzichi e al sottoscritto». Al contrario di quanto sostiene il Gip sul concorso della bancarotta, scrive l’ex amministratore delegato di Eutelia, «proprio Isacco si è adoperato oltre ogni dovere e forse ingenuamente per far sì che l’acquirente potesse mantenere le commesse acquisite da Eutelia».

Anonimo ha detto...

LA LETTERA MA I SIGILLI ERANO VISIBILI GIA’ DA LUNEDI’

La moglie di Samuele: «Il castello è solo mio»

GENTILE REDAZIONE, in riferimento all’ articolo “Le mani della procura sul castello di Samuele Landi” vorrei precisare quanto segue: Il Castello di Policiano e’ stato da me acquistato nel lontano 2005 con regolare atto di compravendita ed e’ esclusiva mia proprieta’ e non, come riportato nell’ articolo di Salvatore Mannino, di Samuele Landi, mio marito. L’ acquisto e’ stato possibile grazie ad un’operazione di vendita di azioni da me medesima eseguita su un portafoglio azionario di mia esclusiva proprieta’, come dimostrano i documenti bancari di cui posso in qualsiasi momento darne prova, anche al vostro giornale se lo riterrete opportuno, essendo i pagamenti avvenuti tramite assegni bancari da conti correnti intestati a me esclusivamente. Vorrei aggiungere che tale proprieta’ immobiliare e’ gia’ stata oggetto, nei mesi scorsi, da parte dell’Agenzia delle Entrate di Arezzo , di una procedura di accertamento probabilmente gia’ allora su indicazione della Procura di Arezzo. Tale accertamento si e’ terminato con una convalida di regolarita’ di tale operazione ricostruita fin nei minimi dettagli grazie alla documentazione bancaria che ho potuto fornire all’ ufficio medesimo e che posso in qualsiasi modo ed in qualsiasi sede esibire. Infatti tale immobile e’ stato acquistato dalla sottoscritta esclusivamente con i proventi della vendita delle azioni nominative in mio possesso. Pare quindi inspiegabile questo nuovo provvedimento da parte della Procura di Arezzo verso la quale nutro la mia piu’ totale fiducia al fine di raggiungere prima possibile la verita’ facendo chiarezza sulle modalita’ che hanno portato all’ acquisto dell’ immobile. P.S: Vorrei complimentarmi con il giornalista Salvatore Mannino vista la tempestivita’con cui riceve le notizie dalla Procura visto che tale verbale di sequestro e’stato a me notificato solo ieri in tarda serata.
Laura Gallorini

Nessun segreto: i sigilli sul cancello erano già visibili dalunedì mattina, come documentato dal nostro fotografo. Quanto al resto, Laura Gallorini, che ricordiamo con simpatia come un’antica collega, deve precisarlo non a noi ma alla procura e al Gip che hanno deciso sul sequestro.

Anonimo ha detto...

La relazione dei commissari giudiziari «Buoni margini per salvare l’azienda»
«Il gruppo appare in fase di lento recupero». Ecco i punti di forza e quelli di debolezza

di PIERO SCORTECCI
E’ POSSIBILE «il recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali»: settantanove pagine dattiloscritte stampano la radiografia di Eutelia e disegnano un futuro meno nero di quanto si potesse immaginare. E’ una conclusione, che lascia aperta la porta alla speranza, quella formulata dai tre commissari di Eutelia, Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal; conclusione trasferita, papale papale, nella mani del tribunale e del ministero per decidere i prossimi destini della società. I commissari sono convinti che «possano esservi concrete prospettive ... per adottare uno degli indirizzi indicati dalla legge». E sicuramente l’indice è rivolto in direzione del proseguimento dell’amministrazione straordinaria della società, visto che in via Calamandrei si attende, proprio in queste ore, un parere favorevole del ministero per il proseguimento della gestione già avviata. E’ questa la sintesi di un lungo percorso di analisi, che ha attraversato tutti i meandri della contabilità aziendale e che trova conferma anche nell’ultima comunicazione inviata alla Consob per adempiere agli obblighi imposti, con cadenza mensile, dai controllori di Piazza Affari.
«IL GRUPPO — affermano i commissari nella relazione — dopo la cessione della divisione It ( leggere Agile srl) avvenuta nel mese di giugno 2009, appare allo stato in fase di lento recupero delle condizioni di equilibrio economico e finanziario». Ed aggiungono che «il reddito operativo sebbene ancora di segno negativo, nel 2009 è migliorato rispetto al 2008». Resta, come comunicato all’organo di controllo di Piazza Affari, una posizione debitoria di 55,5 milioni di euro, ma anche questa in progressiva riduzione se confrontata con il mese di marzo (-58,3).
I tre estensori del documento fatto pervenire al ministero hanno elencato con puntualità i punti di forza e le debolezze del gruppo: da un lato, «i 14 mila km di fibra ottica che coprono i 2/3 del territorio nazionale, dall’altro inadeguata struttura organizzativa, la scarsa concentrazione del portafoglio servizi, la rete commerciale inadeguata, la perduta notorietà del marchio, accompagnati da una situazione aziendale piuttosto critica». Il giudizio finale non dimentica neppure il pesante contezioso fiscale e legale, che accerchia Eutelia «con riferimento agli effetti della cessione della divisione It e all’esito delle vertenza con l’Agenzia delle Entrate», che rappresenterebbero pericoli latenti, ma per i quali è possibile ipotizzare una soluzione più favorevole ad Eutelia.
RESTA UNA SPINA nel fianco la vicenda Agile e la sentenza del tribunale di Roma, con la quale si chiede la «rimozione degli effetti della cessione del ramo d’azienda It da Eutelia ad Agile srl avvenuta il 15 giugno dello scorso anno». Con una lettera indirizzata ai vertici della società aretina, i commissari giudiziali di Agile affermano di essere disponibili a dare esecuzione all’ordine del giudice.

Anonimo ha detto...

Devono rimanere come noi, con le pezze al culo, con la differenza che loro per avere hano rubato, mentre a noi cho poco già avevamo, ci hanno tolto tutto dignità compresa.

Non ho parole per descrivere questi farabutti !!!!

Anonimo ha detto...

AAA VENDISI AL MIGLIOR OFFERENTE PREZZO € 8.5000.000

http://www.policianocastle.com/


LA SIGNORA NON SA CHE IL CASTELLO PUO' ESSERE ANCHE SUO MA LO STATO ED I CREDITORI PER RIVALERSI LO POSSONO SEQUESTRARE PER POI VENDERLO E RIPIANARE PARTE DEI DEBITI......

Anonimo ha detto...

Bello sto Castello, io potrei andare a farci qualche settimana di ferie, visto che una parte è anche mia.

Quando parto !!!

Grazie Monna Laura !!!

Anonimo ha detto...

Romano: 'Gli strani affari della Regione con Eutelia'

La denuncia di Romano: “La Regione Molise in affari milionari con Eutelia. Affidati 40 Milioni di euro per la farmaceutica e costituita una società per la banda larga. Dove sono i servizi?”


La cronaca nazionale parla di una “frode colossale”, di “reati gravissimi e allarmanti per la collettività” che sarebbero alla base del ciclone giudiziario che si è abbattuto su Eutelia spa, il colosso dell’informatica al centro delle inchieste che hanno portato agli arresti di 8 manager del gruppo in seguito a perquisizioni a tappeto in tutta Italia. Uno degli arrestati sarebbe latitante a Dubai. I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta ad altre fattispecie criminose.
Massimo Romano, consigliere regionale del Molise e presidente del movimento Costruire democrazia, ha scovato tra gli archivi della misura 6.3 del Por 2000-2006 “società dell’informazione” i rapporti societari e contrattuali tra la Regione Molise e proprio Eutelia, realizzati mediante conferimenti di incarichi per 40 Milioni di euro per un progetto sul farmaco, gestito direttamente da Molise Dati che sembrerebbe non sia mai partito o comunque che non abbia prodotto alcun risultato apprezzabile, e addirittura una nuova società costituita tra Molise dati ed Eutelia, la Molisecom, per la gestione della banda larga. Di cui, allo stesso modo, non si vedono tracce. E soprattutto si ignorano le procedure attraverso le quali Molise dati ha individuato Eutelia come partner.
Per questo, Romano ha indirizzato numerose interrogazioni e richieste di accesso agli atti proprio al Presidente della Regione, ai dirigenti competenti e alla società Molise dati spa, che a distanza di settimane attendono ancora una risposta. Eppure il coinvolgimento della Regione nel crack di Eutelia rappresenta molto di più di una semplice possibilità, con tutte le conseguenze del caso in termini erariali.
“Il fatto allarmante è capire gli oscuri snodi societari che ruotano attorno a Molise Dati, una società che gestisce direttamente decine di Milioni di euro di fondi pubblici per servizi informatici e telematici di cui ignoriamo completamente i risultati. Il legale rappresentante di Molise dati è il mandatario elettorale di Michele Iorio, Presidente della Regione dunque azionista della stessa società che lo nomina direttamente e fiduciariamente. Non rappresenta, questa, una commistione equivoca che andrebbe risolta? E’ possibile che Molise dati, partecipata da un socio privato individuato senza gara, gestisca milioni di euro di soldi pubblici al di fuori di regolari gare d’appalto ed in palese violazione delle norme sull’in house? Come è stato possibile affidare direttamente a Eutelia 40 Milioni di euro per la gestione del “farmaco unico” senza che nessuno ne sapesse nulla? E come è possibile che a fronte dei 40 Milioni finalizzati al risparmio della spesa farmaceutica, i Ministeri della Salute e dell’Economia e l’AIFA abbiano bocciato senza appello proprio questo servizio, in sede di tavolo tecnico, in quanto “non produce alcun risparmio”? E poi, quanti sanno che la Regione, tramite Molise dati, ha costituito con Eutelia una società per realizzare la banda larga sui comuni molisani? Quanti Comuni sono in rete con la banda larga? Leggendo una rettifica pubblicata sul giornale telematico www.informamolise.com che aveva denunciato l’anomalia, abbiamo appreso che secondo molisecom sarebbe stato cablato il 90% dei Comuni molisani. E’ un dato verificato? Chi avrebbe dovuto verificarlo? E soprattutto, che azioni intende perseguire la Regione per tutelarsi rispetto al crack milionario di Eutelia?”
Domande che richiedono una risposta chiara e senza equivoci.
“Mi auguro che stavolta il Presidente della Regione possa offrire ai molisani risposte più chiare del consueto “Romano dice sciocchezze”, soprattutto citando qualche documento che possa rassicurare i molisani che la spesa di 40 Milioni di euro sia servita a qualcosa.”

Anonimo ha detto...

Editoria/ 'Manifesto' riunito a Montecitorio sotto tenda Eutelia
Il direttore Norma Rangeri in piazza: Tremonti vuole silenziarci


manovra: domani riunione redazione 'il…
manovra/ domani 'il manifesto' in…
manovra/ mercoledì 'manifesto' in…
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Roma, 14 lug. (Apcom) - Al via in piazza Montecitorio, ospiti della tenda del presidio permanente dei dipendenti Eutelia, l'annunciata riunione di redazione del quotidiano 'Il Manifesto' per denunciare come i tagli all'editoria inseriti in manovra saranno letali per il 'quotidiano rosso', cooperativa di giornalisti editore di se stessa e che senza i fondi pubblici non riuscirà ad andare avanti. "Non abbiamo proprietari, non abbiamo padroni: viviamo solo del nostro lavoro. E' vero che sui fondi all'editoria per anni hanno vissuto anche testate che non ne avevano alcun bisogno o che non avevano ragione di esistere. Ma noi invece sì: a noi quei fondi ci servono per continuare a vivere", dice il direttore Norma Rangeri.

"Nel basso impero berlusconiano, mentre tutti gli uomini del presidente, da Dell'Utri a Cosentino, da Verdini a Carboni, schizzano ai vertici dello scandalo P3 - recita il 'manifesto di protesta del Manifesto' - il governo procede nei bavagli all'informazione e taglia i fondi dell'editoria ai giornali delle cooperative. Il Manifesto è nella lista nera del ministro Tremonti insieme a una novantina di testate. La nostra forza (né partiti, né padroni, né padrini) è anche la nostra debolezza di fronte al potere di questa classe dominante. Ora, con il maxiemendamento alla manovra di bilancio, siamo arrivati al dunque: i tagli all'editoria sono l'ultimo atto per chiudere la bocca ai giornali, spina nel fianco del tele-regime. Dopo la distruzione di ogni parvenza di servizio pubblico va silenziata la carta stampata".

"Siamo colpiti -dice il quotidiano comunista fondato da Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Valentino Parlato- per mancanza di giustizia e trasparenza: i soldi ci sono ma il governo vuole essere lui a scegliere come e a chi darli. Noi, insieme a un mondo politico-giornalistico-editoriale fatto di cooperative piccole e medie, aziende di partito o autonome come il manifesto, non accettiamo il diktat". In molti, fra giornalisti, politici e lettori hanno assicurato solidarietà e partecipazione alla riunione di redazione aperta sotto la tenda Eutelia in piazza Montecitorio.

Anonimo ha detto...

Landi ha fatto scuola......

Marchionne inaugura l'epoca dei licenziati
L'amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne lancia la nuova linea dura: fuori i delegati della Fiom. Il dopo-Pomigliano nel gruppo dell'auto non è per niente sereno: ieri a Mirafiori è stato messo alla porta un delegato del sindacato. Aveva diffuso una lettera degli operai polacchi con la mail aziendale. Oggi si attendono tre licenziamenti a Melfi

Anonimo ha detto...

Colleghi/e in CIGS,
verificate le ore di ferie e rol sul cedolino di giugno perchè io ho trovato molte ore in meno e dato che non sto lavorando è chiaro che è un errore... voluto.
Verificate anche voi.

Anonimo ha detto...

Il sito di Samuelson non va piu'...
Sarà un caso?

Anonimo ha detto...

hai ragione non va più
ma si sarà un caso !!

Anonimo ha detto...

il sito non va più
che peccato !!
ci mancheranno le perle di saggezza